Firenze

E’ ora di partire. Meta Firenze. Firenze è la città d’Italia che mi ha colpito si da subito; la prima volta la visitai in gita scolastica e poi tre anni fa corsi la maratona. Viaggio in auto, confortevole, poco traffico e accompagnato da un debole sole che si intravede tra le nubi. Dopo aver sistemato velocemente i bagagli nell’accogliente bed and breakfast, cartina alla mano, ci immettiamo nelle vie di Firenze. Percorriamo il Lungarno, una stradina attrezzata con panchine e giochi per i bimbi. Incontriamo nonne con i nipotini, le signore che si fermano a spettegolare con un accento toscano che starei le ore ad ascoltare, un uomo con il suo cane e qualche girovago sulle panchine che lanciano pezzetti di pane a piccioni e a qualche gattino in cerca di padrone. Attraversiamo l’Arno per visitare S. Maria Novella, e poi la maestosa farmacia più antica di Firenze e poi costeggiati da bellissimi negozi ed edifici arriviamo al Duomo. La salita sulla Cupola del Brunelleschi è faticosa, 463 gradini ma il paesaggio è mozzafiato. Coccolati da un leggero fil di vento, ammiriamo la bella Firenze: Piazza della Signoria, con l’imponente Palazzo Vecchio, gli Uffizi che abbiamo visitato il giorno seguente e poi poco più a sinistra si erge l’imponente Santa Croce. La sera, Firenze è ancora più magica! le luci che si riflettono sull’Arno, Ponte Vecchio, le strade, la gente..un’atmosfera indimenticabile. E poi, al di là dell’Arno, scopriamo un Firenze diversa: niente negozi costosi e raffinati ma piccoli bar e ristoranti, gente giovane riunita a gruppetti per le piccole vie debolmente illuminate. Le risate, la musica che si diffonde dai locali,ci invoglia ad entrare in uno di questi locali. Stuzzicante l’idea di poter sorseggiare un caffè o una birra o un bicchiere di vino, ascoltare musica dal vivo e nel frattempo poter leggere e sfogliare i libri esposti nella libreria. Tutto in totale libertà. Non mi sento una turista. Mi sento a casa.David-Michelangelo

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