La Tanzania

Benvenuti a Stone Town, una piccola perla della Tanzania. La “città di pietra”, anche nota come Mji Mkongwe, in italiano “città vecchia”, è la parte più antica della capitale di Zanzibar. Un posto unico, situato sulla costa occidentale di Unguja, l’isola principale dell’arcipelago di Zanzibar. E ci sono almeno dieci ragioni per visitare questa città d’incanto. Si comincia dal vicolo dello shopping, dove commercianti e artigiani vendono di tutto, dalle casse di legno ai tessuti indiani, sino alle spezie. Si prosegue con le porte, tutte finemente scolpite, molte costellate di chiodi in ottone a punta e con iscrizioni in lingua: più sono grandi, maggiore è lo status del proprietario dell’edificio.

E’ interessante visitare la città anche per perdersi tra i suoi innumerevoli vicoli: non perdete di vista, mentre passeggiate, il ristorante Tower Top, che offre probabilmente il miglior punto di osservazione della città. La quarta ragione è la colonna sonora di Zanzibar: taarab, una mistica miscela di poesia, ritmo percussivo e melodia, con interessanti influenze provenienti dal Medio Oriente, India, Africa e Occidente. Se vi interessa, non dimenticate di visitare la Dhow Countries Music Academy.

Quando Zanzibar era governato dall’impero dell’Oman, Mashariki Palace era il domicilio del consigliere religioso del sultano. Come non visitare questo edificio notevolmente ristrutturato in delizioso hotel di 18 camere con soffitti in pietra, decorazioni a stucco e favolosi baldacchini arabi. Ma non è possibile trascurare neanche l’ottimo e particolare street food: i commercianti vendono principalmente spiedini di pesce alla brace o nyama (carne) cotta sulla griglia. Da accompagnare a dell’inedito succo di canna da zucchero.

Se siete affascinati dalla cultura locale, ci sono un sacco di librerie di seconda mano disseminate tra i vicoli del centro. E la sera? Obbligatorio un cocktail davvero particolare: konyagi gin o vodka, miele e calce, da gustare all’Africa House, di fronte ad un’ampia terrazza che si affaccia sull’Oceano Indiano. Continuiamo con il Beit al-Ajaib, la House of Wonders, il primo edificio dell’isola dotato di elettricità e acqua corrente.

Le ultime due ragioni per non perdere Stone Town sono invece legate all’estate: idilliache spiagge di sabbia bianca finissima, ma occorre prestare attenzione alle maree, mentre Matemwe e Pongwe sono angoli di paradiso perfetti per i viaggi di nozze. Terminiamo con le sue acque cristalline e con l’abbondante vita marina, con le sue barriere coralline e pesci curiosi. Come nuotare in un acquario, tra tartarughe marine e delfini.

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