Il Mozambico

Intense battaglie, maestose fortezze, il susseguirsi di dominazioni, di religioni. Sembrano gli ingredienti perfetti per un romanzo appassionante ma sono, in realtà, alcuni degli aspetti più salienti della lunga storia dell’Ilha de Mozambique, antica capitale dello Stato che porta il suo stesso nome, e preziosa perla africana tutta da scoprire che porta con sé le tracce di un burrascoso passato. Non a caso, infatti, viene chiamata l’Isola della Memoria.

Collegata alla terraferma da un lungo ponte, l’Ilha de Mozambique è piccola ma ne ha viste succedere tante di cose sul suo territorio. Ha vissuto l’epoca delle colonie e quelle delle battaglie navali, ha visto incontrarsi differenti religioni, non a caso vanta ben sette chiese, sette moschee ed un tempio indù, ha vissuto momenti di grande splendore e di inesorabile declino. Ogni epoca ha raccontato qualcosa di diverso, ed ognuna di esse ha lasciato segni indelebili sul volto dell’isola.

O forse sarebbe più corretto dire sui suoi volti, perchè l’Isola della Memoria mostra due diversi aspetti di sé, entrambi ricchi di fascino e di suggestione, che trovano loro massima espressione nella Cidade de Makuti, con la sua fitta rete di case con i tetti di paglia ed i mercati all’aperto, da una parte, e la Città di Pietra, dall’altra, che vanta preziose attrazioni come il Palacio de Sao Paulo, il Museo Navale e, soprattutto, la Fortaleza de Sao Sebastiao, la splendida fortezza restaurata dall’UNESCO dopo che l’isola è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità.

Le atmosfere che si respirano passeggiando, poi, sono incredibilmente suggestive. Ci si potrebbe soffermare ore a camminare tra i caratteristici portici in pietra tipici delle architetture in stile coloniale, o tra gli intricati vicoli che si intrecciano nella città nuova, con la possibilità di imbattersi, lungo la battigia, nello spettacolo quasi surreale di una chiesa abbandonata, corrosa dalla salsedine.

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